Oratorio della Misericordia

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Oratorio della Misericordia
Dettagli
Cliente: 
Parrocchia di Magherno
Tipologia di intervento: 
Restauro lapideo
Durata lavori: 
Sei mesi
Scheda
L'inizio dei lavori
L'inizio dei lavori
applicazione di anti sale a base di calce
Ricostruzione di cornici in malta di calce naturale
La facciata a fine lavori

La facciata dell’Oratorio della Misericordia di Stradella si trovava, prima dell’intervento, in condizione di notevole degrado, provocato da inquinamento atmosferico, dal passare degli anni e da interventi manutentivi di dubbia qualità. Negli ultimi anni infatti erano stati apposti molti rappezzi eseguiti con malte cementizie, sia su aggetti e lesene che nella parte inferiore. La formazione di una vera e propria barriera in cemento alla base della facciata, aveva portato a fenomeni di risalita dell’umidità, essendo il cemento un materiale non traspirante, con conseguente formazione di macchie nella parte immediatamente superiore e scarsa adesione al substrato in mattoni.

La parte superiore presentava fenomeni di sollevamento e distacco di porzioni di intonaco, in special modo su elementi in aggetto, che talvolta si trovavano e rischio di caduta sulla strada sottostante.

I dipinti in facciata avevano perso buona parte della loro leggibilità a causa dell’accumulo di polveri ed inquinanti., mentre in alcune parti il colore era andato perduto a causa del dilavamento da acqua.

L’intervento di restauro è stato volto al recupero completo di tutte le parti in intonaco, compresa la demolizione e ricostruzione delle parti che versavano in stato di degrado troppo avanzato per poter essere recuperate e il consolidamento di quelle solo parzialmente decorse.

I materiali utilizzato sono prodotti tradizionali e certificati a base di calce naturale tipo Rabot a resistenza NHL 5, polveri di marmo e sabbia come inerti, stesi con granulometria decrescente in più strati (arriccio – intonaco – intonachino) sulle parti in piano.

Le parti aggettanti sono state ricostruite seguendo cornici e modanature originali, con l’utilizzo di dime realizzate in loco

Porzioni di intonaco parzialmente decoeso e una figura in stucco posta al centro del timpano raffigurante un putto sono state consolidate con iniezioni di calce idraulica tipo Rabot e altre malte di calce formulate per interventi di consolidamento a basso peso specifico, del tipo PLM, iniettate con siringhe a più riprese da fori e crepe.

La parte inferiore, fino ad una altezza di due metri circa, è stata stonacata fino al mattone per venire re–intonacata con una serie di malte di calce formulate appositamente (TCS) per il risanamento di murature umide, fino ad un totale di 4 strati di malte con caratteristiche differenti, tutte ad elevato livello di traspirabilità e prive di cemento.

I dipinti in facciata sono stati in prima fase analizzati per poter rilevare, con l’utilizzo di fogli di lucido, il disegno originario. Visto il cattivo stato di conservazione, si è optato per un intervento di restauro di tipo ricostruttivo, considerando anche la loro datazione, non antica: in questo modo, dopo aver consolidato l’intonaco di supporto ed effettuata una accurata pulitura con una soluzione di carbonato di ammonio ed EDTA, si è riposizionato il disegno originale e, con colori a calce, si sono riproposte le forme.
La facciata è stata dipinta utilizzando due colori differenti, uno per quanto riguarda i fondi e uno per lesene ed aggetti, utilizzando colori a calce in più riprese, con una velatura morbida finale ad evitare un effetto piatto sulla facciata.

L’intervento ha comportato anche il restauro del portone di ingresso, che è stato riportato a legno “a vista“ eliminando la pesante ridipintura realizzata con uno smalto sintetico di notevole spessore. Le parti lignee sono state ricostruite nelle parti lacunose con inserimento di tasselli in legno, e quindi trattate con un mordente all’acqua e una vernice finale non filmogena, trasparente ed opaca ad effetto cerato.

Le operazioni sono state seguite dall’ispettore della Soprintendenza ai beni monumentali di Milano, arch. P. Savio.