La Cappella Bellisomi, la prima entrando sul lato nord della Basilica, si trovava prima dell’intervento in condizione di notevole degrado, provocato principalmente dalla presenza di sali apportati da infiltrazioni dalla copertura e da umidità di risalita. Tale apporto di umidità aveva portato a formazione di vaste efflorescenze saline, in particolar modo sulla decorazione a stucco presente sulla volta, portando a caduta di parti di materiale e ad un processo di disgregazione degli stessi. Il fenomeno era ancora più accentuato dai materiali utilizzati per la loro realizzaione: un impasto a base di calce con una parte di gesso, materiale fortemente igroscopico. La situazione più delicata si trovava sulle figure di putti a ridosso della finestra, completamente offuscate dalla presenza di barbe saline di dimensione centimetrica e su tutta una serie di figure, anch’esse in stucco, poste nella parte inferiore della cappella, sulla parete che comunica con l’esterno. Le figure principali di angeli presentavano numerose fratture, in particolar modo sulla giunzione tra braccia e tronco e sulle estremità inferiori. In tutta la cappella è presente una ricca decorazione con oro a foglia, in più parti caduta a causa della presenza di umidità. Risultava completamente perduta la parte sinistra della decorazione della volta, mentre la controparte destra aveva limitate lacune. Il resto della decorazione non presentava particolari problemi di adesione, ad eccezione di tutta una fascia da circa due metri a terra, completamente perduta a causa dell’umidità di risalita. Le parti non lacunose presentavano comunque uno strato di polveri grasse che coprivano interamente la lucentezza dell’oro. L’altare in marmo, composto da elementi in marmo nero e in marmo rosso era anch’esso coperto da uno strato spesso di polveri, mentre la parte inferiore presentava uno sbiancamento provocato dall’umidità.
L'INTERVENTO DI RESTAURO
L’intervento di restauro ha avuto inizio dopo la eliminazione delle infiltrazioni provenienti dalle coperture che avevano portato alla formazione delle efflorescenze sulla parte superiore. . Previo accordo con la Soprintendenza competente, sono stati rimossi gli intonaci a terra, ormai irrimediabilmente compromessi, dopo aver rilevato misure e dime delle modanature per poterli realizzare ad imitazione degli originali. L’intervento è stato realizzato da un metro di altezza a terra, con un ciclo di malte naturali di calce. Il restauro vero e proprio ha avuto inizio dopo ad una fase di test dei prodotti da utilizzare sia sulle parti in stucco che sulle parti in marmo e dopo una serie di indagini stratigrafiche volte alla ricerca del colore originario della cappella. Dopo aver effettuato una prima spolveratura, si è effettuato il pre-consolidamento delle parti in stucco a rischio di caduta con utilizzo di resine epossidiche. Successivamente si è effettuato il descialbo a bisturi degli strati di colore applicati in epoca successiva, sia in piano che sulle figure. Le parti dorate sono state pulite con una miscela a base di ammoniaca in acqua distillata fino al recupero della piena lucentezza dell’oro. Le lesioni sono state sigillate con malta di calce idraulica esente da sali e polveri di marmo con granulometria differenziata a seconda della dimensione della parte da risarcire Al termine. il ritocco è stato effettuato con colori a calce per velature nelle parti di colore mancanti, sulle figure di angeli ai lati e sulle pareti, riprendendo la gamma cromatica utilizzata nella decorazione originaria, che prevedeva un color grigio chiaro con venature ad imitazione del marmo. Le parti di doratura mancanti sono state risarcite con colori ad acquerellocon la tecnica del rigatino, in modo da risultare riconoscibile e non mimetica e nel contempo accordarsi con il colore dell’oro. L'altare in marmo è stato trattato con pulitori neutri e lucidato con cera d’api leggermente pigmentata. La parte inferiore è stata trattata successivamente fino ad un massimo di cinque passaggi per rendere il meno possibile evidente il degrado subito a causa dell’umidità. La cappella è stata inaugurata nel mese di maggio 2006 alla presenza di S.E. mons. Giudici, vescovo di Pavia e di tutta la comunità