Presto possibili anche visite notturne, all’attico e agli ipogei Fuori la biglietteria, i bagni e forse anche il bookshop, dentro la caffetteria. Si profila una piccola “rivoluzione” per il Colosseo. Allo studio c’è infatti un progetto per portare tutti i servizi aggiuntivi all’esterno della struttura e spostarli nelle “viscere” di un terrapieno che dà su via di san Gregorio. Ad annunciarlo è il commissario delegato all'area archeologica centrale di Roma e Ostia antica, Roberto Cecchi, durante la presentazione del secondo rapporto “Roma archaeologica”, dedicato agli interventi sul patrimonio culturale. Per Cecchi l’obiettivo è “togliere le funzioni improprie all’interno del monumento”, così da liberare l’Anfiteatro, già gravato dai flussi continui di visitatori. Lo schema, messo a punto dallo studio De Lucchi, già prevede l’ampiezza degli spazi: 160 mq per i wc, 775 per la biglietteria, 430 per il bookshop e la caffetteria. Secondo la direttrice Rossella Rea, la caffetteria sorgerà invece all’interno del Colosseo (lato Ludus magnus), tanto che da avere già le idee molto chiare sulla forma che questo punto ristoro assumerà: “Non ci sarà spazio per i tavolini né per il kitsch o il folklore. Nello stile vorrei che fosse una cosa molto moderna, un contrasto forte perché sia chiaro lo ‘stacco’ rispetto al contesto. La gara potrà essere fatta già a fine giugno e quindi essere conclusa per il 2011”. “È prevedibile che ci saranno resistenze, ma l’ultima parola spetterà a noi”, taglia corto Cecchi. Dove che sorga il bar, quel che è certo per ora è che la sua realizzazione dovrà essere affidata ai privati: attraverso il project financing o con un partenariato si vedrà, ma sia la sovrintendenza che la struttura commissariale vorrebbero evitare di dover intervenire economicamente.
Lo spostamento dei servizi non sarà comunque l’unica novità del Colosseo. Entro agosto, con l’apertura dell’attico e degli ipogei, i livelli aperti al pubblico passeranno da due a quattro, mentre da giugno a metà settembre il martedì e il sabato l’Anfiteatro sarà visitabile anche di notte. Ma non sarà solo il Colosseo a essere interessato da una nuova sistemazione. Nei Fori, infatti, i “pezzi” più pregiati saranno illuminati a spot, così fa emergere dall’oscurità le costruzioni più significative e dal mese prossimo aprirà i battenti anche il Tempio di Venere. Cambiamenti si preannunciano anche sul fronte “viario”: “La metro C andrà a raddoppiare la fermata del Colosseo e il fatto di avere l’area cantierizzata, con l’annessa riduzione del traffico, potrebbe essere un’opportunità anche per riflettere sulla viabilità”, spiega Cecchi. Fra le soluzioni ipotizzate c’è innanzitutto il tentativo di connettere il Colosseo al Palatino e al Circo Massimo, con la pedonalizzazione di via dei Cerchi (“il Comune ha già dato incarico all’Atac di studiare i flussi di traffico”, chiosa il sovrintendente Broccoli). Per via Alessandrina, invece, è forte l’intenzione di un “ripensamento”, che sembra preludere a un’eliminazione tout court.
Dalla verifica della pericolosità geologica al monitoraggio satellitare fino ai lavori di ristrutturazione vera e propria, in tutto sono 72 gli interventi messi a punto dalla struttura commissariale per l’area archeologica di Roma e Ostia, undici dei quali realizzati in proprio dalla Sovrintendenza. Tutti finanziati coi 31 milioni e mezzo arrivati in questo primo anno di attività, 22,8 dei quali già impegnati. La maggiore attenzione è stata riservata al Palatino, con 17 interventi, seguito dall’Appia (quattro), dalla Flaminia (tre) e dagli acquedotti (due). Nel Colosseo sono quattro i lavori effettuati: negli ipogei (500 mila euro), nel primo ordine e del terzo (390 mila e 480 mila euro) e nell’attico (400 mila). Altri tre sono in fase di approvazione e dovrebbero essere partire nei prossimi mesi, portando a due milioni e mezzo l’impegno di spesa per l’Anfiteatro Flavio. Restano tuttavia le criticità. A cominciare dalla precarietà degli ipogei e delle superfici interne, dove le piogge non riescono a togliere il particolato dello smog. Ma anche il fatto che la base dell’anfiteatro poggi su due formazioni geologiche diverse non aiuta. Per questo, sottolinea l’ex sovrintendente Angelo Bottini, adesso è necessario “fare una regola del modello assunto con la gestione commissariale e trovare le risorse necessarie per evitare una serie di stop and go”. “C’è stata una svolta nella mentalità - dichiara il presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali, Andrea Carandini -. Siamo in piena rinascita”.
Soddisfatto anche il sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro: “Abbiamo realizzato il ‘modello Colosseo’, fondato su competenza, rigore e trasparenza. Abbiamo sempre creduto nel commissariamento e i risultati ci stanno dando ragione”. Per questo Cecchi, in scadenza a fine anno, guiderà la struttura “almeno tutto il 2011”. “Cecchi fra l’altro è segretario generale del Mibac e con lui vogliamo dare un forte profilo politico a quest’operazione - aggiunge Giro -. Il Comune si sta accingendo alla sfida per le Olimpiadi del 2020, ma non si può pensare solo a nuove cubature. Tutte le autorità devono avere la consapevolezza che questa città sta lavorando per difendere ciò che la distingue. Per questo manderò - conclude il sottosegretario - una copia del rapporto sull’attività svolta finora anche al presidente del Coni”. Tratto da: www.ilvelino.it